giovedì 19 aprile 2018

La guerra che verrà



"La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente faceva la fame.
Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente."



Bertolt Brecht



mercoledì 18 aprile 2018

La storia di Tina Merlin: partigiana, scrittrice e giornalista coraggiosa



Articolo da Enciclopedia delle donne

Chi legga La casa sulla Marteniga, l’autobiografia di Clementina (Tina) Merlin, pubblicata postuma nel 1993 e si addentri nella piccola proprietà di Santa Tecla «a metà di una larga vallata nel mezzo di un anfiteatro di colline e montagne»[1] sa che quel mondo è cambiato. La guerra ha portato miseria e lutti, orrori per una bambina, più tardi adolescente, difficilmente dimenticabili. Nata a Trichiana, provincia di Belluno, nel 1926, da Cesare, muratore ed emigrante, e Rosa Dal Magro, contadina, Tina Merlin è la più giovane di otto fratelli. È una bambina sveglia e nel pomeriggio oltre che andare a servizio a casa delle famiglie benestanti del paese, svolge alcuni lavori nei campi. «Per “lavorare” s’intendeva tutto ciò che non riguardava l’interno della casa: il bucato, le pulizie, i pasti.

Queste erano occupazioni normali per le donne, “Lavorare” era il resto: pascolare la mucca, barellare il letame dalla concimaia al campo, rastrellare il fieno, zappare, vendemmiare e pestare con i piedi nudi l’uva nei tini»[2]. Ha soltanto dodici anni quando si trasferisce a Milano con la sorella Ida, che già conosce quella realtà, per lavorare come domestica e bambinaia. «Da piccola ho molto desiderato essere un maschio per venire maggiormente considerata dai miei genitori e dalla gente. Rimuginavo spesso tra me, su queste differenze che ci attribuivano costringendoci a farci sentire, noi ragazze, inferiori ai fratelli»[3]. Non ci sono soltanto le ingiustizie e le umiliazioni da parte dei padroni, a Milano cominciano i bombardamenti. E le morti non sono solo tra i soldati. Così Tina fa ritorno a casa.

Quando nell’autunno del 1943 le truppe tedesche occuparono la provincia, Tina Merlin aveva diciassette anni. Le ragioni che la portarono a entrare nella Resistenza furono diverse: l’istintiva coscienza di classe, ad esempio, e, naturalmente, una serie di richiami a principi cristiani con cui è cresciuta come l’aspirazione alla pace, al lavoro, alla giustizia e a una maggiore dignità nello Stato.

Nel luglio del 1944 segue l’esempio del fratello Toni, che dopo l’8 settembre organizza la resistenza insieme ad altri giovani del paese. Come l’amica Wilma, Tina Merlin è staffetta partigiana nella brigata 7° Alpini e consumerà la propria bicicletta girando da un avamposto all’altro. È subito dopo la guerra di liberazione che Tina (chiamata Joe nella clandestinità) scopre l’amore con il compagno partigiano Aldo Sirena (Nerone) che sposa nel 1949 e dal quale avrà un figlio, Toni, nel 1951.

Negli stessi anni comincia l’attività giornalistica, a dispetto della madre, dopo aver vinto il secondo premio ad un concorso indetto da «l’Unità». Tanto ama scrivere che esordisce nel 1957 anche come scrittrice traducendo l’esperienza resistenziale in Menica. Negli anni ’60 la sua penna giornalistica si lega indissolubilmente alla tragedia del Vajont. Per i suoi articoli di denuncia della situazione pericolosa connessa all’avanzare dei lavori di costruzione della diga già nel 1959 viene processata e poi assolta dal Tribunale di Milano per «diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico».

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Fonte: Enciclopedia delle donne

Autore: 
Anna Minazzato

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Articolo tratto interamente da 
Enciclopedia delle donne 


Il prato di Antonia Pozzi


Il prato

Tutto il prato è un traforo
di luci a cento a cento!
Son ranuncoli d'oro,
son viburni d'argento:
son corimbi sospesi
sul velluto dell'erba:
son gli occhietti accesi
dell'estate superba.
E così sembra il prato,
trapunto di colori,
un cielo costellato
che ha per stelle i fiori.

Antonia Pozzi


Citazione del giorno


"Ci sarà sempre una penna per scrivere il futuro, ma non ci sarà mai una gomma per cancellare il passato."

Albert Einstein 


A Bologna torna Pratello R’esiste


Articolo da Zero

Come da tradizione torna anche quest’anno il 25 aprile resistente del Pratello, una delle feste più attese dell’anno che quest’anno prova ad arginare il baccano lamentato dai residenti spostando poi la festa nel Parco del Cavaticcio dalle h 19 in poi.

Ecco il programma completo, tra cori, banchetti, concerti (ci sono anche gli Statuto), tornei, mostre e tanto altro.


Per cominciare
10.30 angolo “Roberto Mastai” (incrocio Pietralata-Pratello)
Posa della corona ai Caduti del Pratello.
11.00 Piazza San Rocco
Coro R’Esistente, canti popolari e partigiani
12.30 Porta Saragozza – Giardini di Villa Cassarini
Omaggio alle vittime omosessuali del nazifascismo
con il Coro R’Esistente
13.00 Centro Sociale La Pace – via del Pratello, 53
Pranzo della sporta con il Coro R’Esistente

musica, reading e…

PALCO PRINCIPALE di Piazza San Rocco

13.55 Inizio e presentazione giornata (ANPI Pratello)
14.00 Gruppi contest Perchè no #maipiùfascismi
14.45 Jack Cantina
15.30 SUZ
16.15 Mamaragoo
17.00 Balotta Continua
18.00 Statuto

PALCO di Piazzetta San Francesco
a cura di Barricata71 con la cornice radiofonica di Radio Pratello
14.00 Apertura con Radio Pratello
14.45 Francesco Guarino + Paradoz y Los Mojitos
15.30 Gin Gerani
16.15 Mariachi Dolls
17.00 Tizio Bononcini
17.45 Brigada
18.30 Janela nel vuoto

PUNTO MUSICA MACONDO via del Pratello 22/c
Mirko BigBon & River of Gennargentu
Hill Country Blues
Federico Doria
Soul Soup
LSA – Laboratorio Sociale Afrobeat
Mr No Money

PUNTO MUSICA PIRATELLO via del Pratello 25
Hip-hop dalla piazza dei colori
Cinzia Russo
Acusticazzi

PUNTO MUSICA BUKOWSKI via del Pratello 81/a
I carrelli elevatori & frendzs
Il teatrino di Basta: parole e canzoni
con Gian Marco Basta, Claudio Giovannini. Ospite Salvo Giordano

PUNTO MUSICA VIA PIETRALATA
a cura di Dobrinski Prodishi, etichetta musicale indipendente
Mr No Money Blues Band
Oliva live project
Alessandro Baro
Dobrinski Liberation set
Jack Cantina

PUNTO MUSICA VIA SANTA CROCE
Idea Fissa
Terza Classe
The bistocks
Rezzo + Maria Devigili

CENTRO SOCIALE LA PACE via del Pratello 53
11.00 Lezione aperta di Social Qi Gong a cura della Social Street
15.30 Intitolazione della sezione Anpi Pratello a Giancarlo Grazia.
Presentazione del volume Giancarlo Grazia. Il partigiano Fritz, a cura di Valerio Frabetti, Editrice Socialmente.
Saranno presenti Luca Alessandrini (Ist. Parri), Valerio Frabetti (Anpi Saragozza), Simona Salustri (Anpi Prov.le), Laura Arbizzani e Antonella Grazia
17.00 Conclusione del progetto “Perché No #maipiùfascismi”: proiezione della video inchiesta “Sei fascista o antifascista?” realizzata dai Perché No del Liceo Gaetano Arcangeli e dello slide show “Neofascismi” realizzato dai Perché No del Liceo Laura Bassi. A seguire: merenda resistente

Spazi r’esistenti

SPAZIO MOSTRE via Pietralata 45
Bologna HA memoria. Bologna è antifascista
• Mostra dell’archivio storico Bologna città medaglia d’oro della Resistenza
• Mappa delle aggressioni fasciste a cura di ecn.org/antifa
• Mappa delle organizzazioni fasciste in regione a cura di Bologna Antifascista
Via Pietralata 47
• Nell’antro della sibilla. Performance di Lucia Giaquinto
SENAPE VIVAIO URBANO, via Santa Croce 10
R’Esistenze Trans
Presentazione “L’aurora delle trans cattive” di e con Porpora Marcasciano

LOFT KINODROMO, via San Rocco 16
Apertura speciale dalle ore 11 alle ore 23, ingresso senza tessera: bar, musica, video e giochi

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Fonte: Zero

Autore: redazione Zero

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Articolo tratto interamente da Zero.eu

Photo credit Pratello R'esiste


18 aprile 1948 – In Italia, si tengono le prime elezioni politiche per il Parlamento repubblicano




Articolo da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Le elezioni politiche italiane del 1948 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 18 aprile 1948.

La Democrazia Cristiana si aggiudicò la maggioranza relativa dei voti e quella assoluta dei seggi, caso unico nella storia della Repubblica. Questo straordinario successo rese il partito guidato da Alcide De Gasperi il punto di riferimento per l'elettorato anticomunista e il principale partito italiano per quasi cinquant'anni fino al suo scioglimento nel 1994.

Netta fu la sconfitta del Fronte Democratico Popolare, lista che comprendeva sia il Partito Comunista Italiano che il Partito Socialista Italiano. Con circa il 30% dei voti il fronte della sinistra fu fortemente ridimensionato rispetto alle precedenti elezioni. Su questo dato influì pesantemente la scissione socialdemocratica avvenuta un anno prima e guidata da Giuseppe Saragat. Sull'altro fronte la destra, ancora divisa tra liberali, monarchici e i neonati missini, ottenne risultati mediocri perdendo consensi rispetto alle precedenti elezioni.

Le elezioni politiche del 1948 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale.
Difatti secondo la suddetta legge, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati. L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro candidati.

I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti. Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art.57).

Ogni Regione era suddivisa in tanti collegi uninominali quanti erano i seggi ad essa assegnati. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hont delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

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martedì 17 aprile 2018

Indovina la parola



Ogni tanto un po' di relax non guasta, parte oggi un nuovo gioco su questo blog. Inserirò tre immagini e delle lettere, tocca a voi indovinare la parola giusta.

La soluzione del gioco, verrà lasciata nei commenti.






Lettere:

M-Z-R-A-R-H-E-I-T-T-F-G-A-B-V-N-N-P-Z-I